Collaboratori solidali?
Visita al centro di Santa Macrina a Bucarest... continua il racconto
La posa della prima pietra è stata una cerimonia semplice e divertente, Padre Gabriel ha benedetto tutto e tutti, non con il solito aspersorio, ma con un profumatissimo mazzetto di basilico in fiore. La cerimonia si è chiusa con un bicchiere di forte grappa di prugne e con un pranzo nel cortile a base di polenta, formaggio acido e piccole salsicce saporitissime. I bimbi residenti, quelli che hanno la fortuna di poter vivere al Centro, giocavano nel campo di basket dimentichi di tutti i problemi e di tutte le vicissitudini passate e il sole rendeva la giornata luminosa e allegra.
Un veloce giro nel centro di Bucarest era doveroso, volevo rendermi conto di come fosse la capitale di un paese che entrerà a breve nell'Unione Europea ma che ha ancora tanti problemi sociali.
Volevo toccare con mano le sue realtà e le sue contraddizioni.
La sorpresa è stata grande nel constatare che mi trovavo di fronte ad una città moderna, piena di traffico, di gente indaffarata, grandi alberghi e negozi di lusso. Poi ad uno sguardo più attento ecco apparire alti grattacieli che si fondono in antiche case e la ricchezza che si fonde con la povertà. Come cancellare dalla mia mente il ragazzino con il sacchetto di
colla in mano, il bimbo addormentato sul marciapiede o le donne gitane con i bambini attaccati alle lunghe gonne?
Ma soprattutto non dimenticherò mai i piccoli ospiti del Centro di Santa Macrina che la domenica mattina mi hanno gettato le braccia al collo con gratitudine e mi hanno salutato con affetto.Quanta speranza ho visto negli occhi di tutti e soprattutto di Vali.
Sono certa che non rimarranno delusi.
Visita a Santa Macrina,centro di accoglienza per i bambini di strada di Bucarest
Ho chiesto ad una mia collega, Daniela Stefani, che si sta occupando di questo progetto, di raccontarci del suo viaggio a Bucarest (settembre 2005) .
"Doveva essere un viaggio di lavoro, per verificare l'andamento del Progetto che l'azienda sta sostenendo a Bucarest, ma ha avuto un risvolto personale e umano molto importante.
La prima sorpresa è stata quando ho incontrato i due preti ortodossi che gestiscono il Centro, Padre Gabriel e Padre Ionot. Giovani, pieni di energia positiva e di entusiasmo, con tanta voglia di fare e impegnatissimi nell'ampliamento del centro e nel loro progetto di aiuto ai molti bambini di strada di Bucarest. Trentenni sposati, con figli, molto informali. Il venerdì sera all'arrivo mi hanno accolto in jeans e maglietta. Niente a che vedere con le pompose vesti che hanno indossato il giorno dopo per la cerimonia di benedizione e posa della prima pietra per celebrare simbolicamente l'inizio della costruzione del nuovo edificio a tre piani che Europ Assistance insieme alla Fondazione "Aiutare i bambini" ha deciso di finanziare per dare un'infermeria più spaziosa e meglio attrezzata, una sala comune multifunzionale molto grande e venti camere per accogliere più bambini ma anche giovani madri con neonati in situazioni difficili.
Tutto il gruppo che lavora al Santa Macrina è incredibile! Sono affiatati e coesi per il buon andamento del Centro. Una delle persone che più mi ha colpito è stata Doina 
l'infermiera, un donnone biondo, energico, che passa le giornate visitando, curando, disinfestando ragazzini e ragazzine ma anche giovanissime madri con piccoli bambini che arrivano al centro sporchi, tristi e spesso ammalati. Al Santa Macrina possono fare una doccia calda, ricevere vestiti puliti una parola di conforto e del cibo sano, farsi curare e medicare , passare qualche ora in un ambiente sereno, accogliente e "famigliare"........ "
http://www.eurasolidale.it/progetto2005.html
.... il racconto continua
Operazione gesso
Fine agosto. Un brutto incidente stradale pone fine alle vacanze in Polonia di un nostro cliente, al quale è diagnosticata una lussazione all'anca. Il problema maggiore è costituito dalle gambe, entrambe ingessate dai medici del posto. Non appena rientrerà in Italia - gli dicono - dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico: il cliente ci contatta per essere rimpatriato il prima possibile.
Verifichiamo la possibilità di riportarlo a casa, debitamente "barellato", con un aereo di linea. Prima, però, serve un referto medico: potrebbe essere necessario un aereo sanitario per trasportarlo. Ecco il primo problema: il referto non sarà pronto prima di sette giorni. Perché tanto tempo? Il cliente, ingessato per la terza volta, ha le gambe completamente divaricate, al punto che a fatica si riesce a farlo passare dalla porta della camera.
Situazione grottesca ed estremo disagio del nostro cliente che è bloccato dalla cintola in giù. Il padre ci chiama molto preoccupato: l'ingessatura è troppo ingombrante e lo sfortunato cliente, per spostarsi all'interno dell'ospedale, deve essere sollevato di peso. Impossibile, quindi, issarlo su una barella.
Il tempo stringe, così spieghiamo ai medici del posto che per il nostro arrivo il gesso dovrà essere rimosso dalla gamba sinistra: provvederemo a rifarlo non appena rientrati in Italia. Arriva la conferma dai medici polacchi : non ci sono problemi.
Operazione gesso..conclusa con successo.
Viaggiare in gravidanza...accorgimenti, vaccini e igiene
Viaggiare in gravidanza, si è già detto, è possibile, ma è necessario prestare attenzione ad alcuni fattori: innanzitutto alle condizioni igienico-sanitarie.
Sconsigliate sono le mete a rischio igienico-sanitario, per la possibilità di imbattersi in patologie intestinali od urinarie, ed il recarsi in zone malariche.
Il rischio di malaria è presente in molti paesi dell'Africa, dell'America Centrale e del sud dell'Asia. La profilassi antimalarica con clorochina e chinino è possibile in gravidanza.
Nei paesi in cui la situazione igienico-sanitaria è precaria e disagevole è necessario prendere delle precise precauzioni, che consistono in profilassi, vaccinazioni, raccomandazioni ed eventuali terapie (utile un kit di pronto soccorso).
I vaccini vivi sono controindicati in gravidanza.
Sono invece attuabili, sempre nella necessità assoluta, i vaccini per: tetano difterite, epatite A, epatite B, febbre gialla, poliomielite, BCG, colera (non efficace al 100%).
Particolarmente sconsigliate le vaccinazioni per tifo e paratifo.
Si raccomanda di fare attenzione a bere solo bevande sigillate, evitare il ghiaccio, mangiare solo cibi cotti, sbucciare la frutta; lavare spesso le mani, soprattutto prima dei pasti.
Infine, meglio evitare paesi eccessivamente caldo-umidi ( a clima tropicale) e zone di montagna superiori a 2000 metri d'altezza. Quest'ultima raccomandazione riguarda quello che è definito mal di montagna, una patologia dovuta all'altezza e mal tollerata dall'organismo della donna in gravidanza.


